Mi trovo spesso a discutere con colleghi che, per principio, sono sempre in lotta con i capi e contrari a qualsiasi iniziativa dell’Azienda, senza neppure conoscerla. Quante volte mi sono sentita dare dell’aziendalista (e, addirittura, della carrierista!), anche se io sono solamente una sostenitrice del buon senso… Negli ultimi tempi, però, ho cominciato a capire come mai certi colleghi ce l’hanno tanto a morte con l’Azienda. Credevo che il Viscido fosse un caso a parte, che la sua incompetenza e stronzaggine fossero caratteristiche rare, e invece… E invece, a quanto pare, non è così.
Recentemente un collega del mio nucleo di lavoro, composto da cinque persone, è stato spostato in un altro ufficio. Così, di punto in bianco. Sono stati il Viscido e il Capone a dargli la notizia. Il collega in questione aveva già espresso il desiderio di fare un nuovo lavoro, ma sembrava che il suo trasferimento fosse stato, per il momento, messo in stand-by. Il Capetto non sapeva nulla di tutto questo. Era stato avvertito che forse questo collega ci avrebbe presto lasciato, ma nessuno gli aveva detto quando sarebbe accaduto! Una mattina è arrivato in ufficio e ha avuto la brutta notizia. Il Capone non ha neppure ascoltato le sue lamentele, né ha accettato di aspettare almeno un giorno prima di trasferire il collega (in modo da riuscire ad organizzarci un attimo), e all’inizio sembrava pure che non avesse intenzione di inserire un’altra persona al posto del collega “in partenza”… Il problema è che per noi essere solamente in quattro è un gran casino! Non possiamo prendere ferie in due alla volta (e in estate questo è veramente problematico), se un collega è in ferie e un altro si ammala uno dei due deve essere richiamato al lavoro… Insomma, con questa “mossa” i capi hanno dimostrato ancora una volta che non accendono il cervello prima di pensare… Sembra quasi che cerchino di seminare zizzania tra i colleghi! Dopo varie proteste del Capetto (che, poveretto, è stato trattato a pesci in faccia sia dal Viscido che dal Capone) un collega (che lavora da qualche mese nel nostro ufficio, ma svolgeva un’altra attività) è stato spostato nel nostro nucleo. Il collega in questione ha un grado alto, decisamente più alto del nostro Capetto, ed è ultracinquantenne, ma, contrariamente a colleghi del suo stesso rango ed anzianità, è una persona molto alla mano e volenterosa. I nostri problemi, comunque, non sono ancora risolti, perché questo nuovo collega dovrà essere istruito, dato che usiamo procedure che lui non conosce, e per fare questo naturalmente occorreranno diversi mesi.
E a chi è stato affiancato il nuovo collega? A me, ovviamente… Come se non avessi già abbastanza da fare! Ora, quindi, oltre a svolgere il mio lavoro abituale, devo trovare anche il tempo per spiegare al “nuovo” l’attività che dovrà svolgere… E vi assicuro che non è facile avere continuamente al proprio fianco una persona e parlare tutto il giorno! Naturalmente sono felice che il Capetto mi abbia affidato questo compito, e mi è sempre piaciuto insegnare, ma devo dire che è alquanto stressante, soprattutto perché non sto attraversando un buon periodo. (Di questo, però, parlerò nel prossimo post.)
Penso spesso a come reagirei se da un giorno all’altro venissi trasferita in un altro ufficio, con colleghi sconosciuti, ad affrontare un lavoro mai visto prima… Fortunatamente con il tempo ho capito che non esistono lavori impossibili da imparare, e, anche se le novità, soprattutto se imposte, non mi piacciono, sono una che si sa adattare e sa farsi benvolere (nonostante a volte non sia molto diplomatica…). Quindi, questo pensiero ora non mi preoccupa più di tanto. Non posso vivere nella paura di essere trasferita da un giorno all’altro, anche se non è una possibilità molto remota, dato che apparentemente i nostri capi si divertono un mondo a spostare le persone come se fossero semplici pedine…



